Viaggiare: un percorso senza biglietto di ritorno.

 "Anche io ho qualcosa da dire!" - di Sara Martinel



Ciao a tutti amici. Boa tarde, tudo bem? 


In questo articolo vorrei parlare in generale delle esperienze all’estero e di come, nel mio caso specifico, abbiano aperto la mia mente tanto da cambiarmi del tutto la vita…

Voglio fare una premessa, per tutte quelle persone che sono attratte dal viaggio, dalla scoperta dei paesi esteri, da un aereo che ti fa sognare, che ti può portare così lontano e allo stesso tempo così vicino a te stesso.
 Ecco, tu che mi stai leggendo e che vorresti partire, sappi che se prendi quell’aereo, se prendi quella decisione, cambierai la tua vita. Nel bene o nel male un viaggio fa sempre cambiare un po’ il modo di percepire il mondo, e in base all’esperienza che fai ti fa talmente tanto crescere ed espandere la tua mentalità, i tuoi orizzonti, che scoprirai una nuova vita.

Sono Sara Martinel e ora ho 28 anni e mezzo. Vivo a Rio de Janeiro con Thiago e sono di origine Friulana. Ecco il mio percorso “senza biglietto di ritorno”.

Tutto è cominciato quando decisi di partire per il Brasile, del tutto da sola, spinta da una vocazione a fare volontariato con i bimbi poveri in aree interne del Brasile, presso delle organizzazioni non governative nelle favelas.
 In Italia facevo già la Catechista e la volontaria in ambulanza per le emergenze. 
Conoscevo il volontariato è già da qualche tempo mi sentivo spinta a fare qualcosa che mi facesse prendere in mano la mia vita e farne un capolavoro. 
Non ero mai partita da sola e non ero ancora in possesso di un passaporto tutto mio. 
Durante l’infanzia e l’adolescenza avevo viaggiato molto per l’Europa con la mia famiglia, tuttavia l’idea di andare in Sudamerica da sola non mi spaventava affatto. 
La sensazione che provai quando vidi per la prima volta il Brasile dal finestrino dell’aereo fu una sensazione di libertà. Quando atterrerai mi trovai in un aeroporto internazionale dove, tuttavia, nessuno sapeva darmi informazioni in lingua inglese e tantomeno in italiano. È stato quindi difficile il primo approccio con il Brasile perché non riuscivo a capirli e a farmi capire. 
Sono riuscita così da San Paolo a raggiungere Sao Carlos a parecchie ore di bus di distanza e ho iniziato la mia esperienza di tre mesi come volontaria, ero ospite da ragazze brasiliane e collaboravo con volontari provenienti da tutto il mondo. 
Con questi ragazzi organizzavamo nel fine settimana delle gite a Rio de Janeiro ed è così che ho conosciuto per la prima volta la cidade maravilhosa e me ne sono innamorata.


Brasile

Ritrovarmi da sola così lontana da casa non mi faceva sentire spaesata bensì mi sentivo un po’ come un bimbo quando inizia a camminare e vuole esplorare il mondo perché tutto intorno a lui è nuovo ed interessante e in tutto questo si sente super entusiasta ed eccitato.

Gli anni successivi si sono contraddistinti per un sacco di viaggi e di esperienze all’estero.
Infatti non appena rientrata in Italia ho approfittato della borsa di studio Erasmus per partire con l’università e studiare all’estero per sei mesi.

Intanto conobbi una confraternita di suore che mi fecero scoprire il loro operato in India.

È così che ho deciso di chiedere a queste suore se potevano mediare chiedendo alle consorelle indiane se fossero state disponibili ad ospitarmi in cambio di un aiuto con le bambine di strada, che crescevano in convento insieme a loro.
Le suore indiane hanno accolto la mia proposta ed è così che l’estate successiva partii per Calcutta in India.
Ho vissuto tre mesi estivi in convento insieme alle suore e alle bambine di strada che erano state adottate da questa confraternita per essere seguite e cresciute allo stesso tempo, attraversavo la città di Calcutta, la mattina, per fare volontariato con i bimbi neonati ed i morenti, alla casa di madre Teresa.


India



L’esperienza in India è stata la più intensa, ardua, dura ed emotivamente pesante della mia vita.
L’India mi ha insegnato tantissimo, Calcutta e la vita di condivisione della povertà mi ha toccato nel profondo.

Ho avuto poi l’opportunità di fare altri due Erasmus un po’ più brevi, sempre con l’università, e infine l’estate successiva, dopo ben due estati di volontariato a disposizione del prossimo, ho sentito il bisogno di prendere uno zaino e di partire in solitaria dormendo in ostelli, per scoprire ed esplorare tutto il Nord America.

Il viaggio negli Stati Uniti e in Canada è stato il più emozionante e adrenalinico della mia vita. Ricordo ogni singolo passo del mio percorso sul suolo americano.
Tantissime ore camminando sotto il sole, da New York, all’Ontario... dal Nevada all’Arizona, alla California, alla Florida.


Mi sono sentita così libera, così leggera, così forte e piena di vita.
Viaggiare da sola, dormire in ostelli in camerate femminili, poter organizzare in totale autonomia il mio itinerario, cercando di rimanere dentro ad un budget molto basso... è stata un’esperienza che mai più potrei ripetere e che terrò per sempre nel cuore.

Chi lo sa, probabilmente avevo altri progetti nel mio cuore, c’erano tante idee, tanti paesi che volevo ancora esplorare. 



Nord America



Tuttavia l’anno successivo ho rincontrato Thiago.
Infatti l’avevo conosciuto diversi anni prima, su una nave da crociera, però le nostre strade non si erano più avvicinate.
Ciò che ci ha legati è stata proprio Rio de Janeiro perché lui viveva già in questa città meravigliosa, avendo aperto un suo proprio tour operator in Brasile.

Abbiamo iniziato a sentirci molto e abbiamo fatto davvero tante pazzie attraversando l’oceano più e più volte per poterci vedere e frequentare.

Ed è qui che mi sono fermata, dopo anni di viaggi, e mi sono effettivamente resa conto che nonostante la mia laurea magistrale, nonostante le esperienze lavorative che già stavo facendo in Italia, e nonostante le tante opportunità di lavoro che in Italia avevo nel mio settore, probabilmente la mia anima era già volata molto più in alto... e dovevo quindi rischiare e andarmi a prendere una vita diversa da quella che avevo sempre conosciuto.

Mi ero abilitata per fare la maestra e già lavoravo come supplente in diverse scuole.
Mi piaceva stare con i bambini e sentivo che effettivamente era il mio mondo, non per niente anche col volontariato ne ero immersa.

Tuttavia sono sempre stata una persona molto capace di adattamento, anzi questa è una caratteristica di me che ho scoperto viaggiando e dovendo convivere con realtà è situazioni del tutto diverse dalla mia zona di comfort. 


Hong Kong



Ed è per questo motivo che ho deciso di incontrare Thiago a Barcellona per poter convivere, inizialmente in una città europea, per poi eventualmente spostarci in Brasile.

Sono partita con qualche soldo da parte e ho iniziato, una volta in loco, a cercare lavoro.
Mi hanno presa in una multinazionale e ho vissuto così un anno in questa splendida città spagnola. 

Successivamente ci sentivamo sempre più spinti a fare il passo per venire definitivamente a Rio de Janeiro insieme, questo anche perché Thiago a causa del suo lavoro in Brasile doveva spesso viaggiare per venire a Rio e seguire i clienti.

Per questo motivo mi sono poi licenziata e ho deciso di lavorare insieme a Thiago a tempo pieno. 

Ho iniziato ad occuparmi del sito web dell’agenzia e della preparazione di itinerari su misura per tutti i clienti che volevano viaggiare in Brasile. 

Qualsiasi lavoro che mi sono ritrovata a fare mi ha sempre realizzata e appagata. Mi piace l’idea di lavorare per vivere, facendo ciò che ti soddisfa 

Tuttavia penso che la vita abbia così tante meraviglie da sperimentare che non conta nello specifico dove si vive o che lavoro si faccia, l’importante è svegliarsi la mattina sentendosi sempre pieni di vita e con voglia di scoprire il proprio futuro.
Personalmente questo è il motore che mi ha fatto convincere a lasciare l’Italia.

Avrei avuto già lavoro come insegnante, un posto fisso statale e tante sicurezze, tuttavia per quanto in qualche modo mi mancherà sempre quella vita che conosco tramite i miei genitori e tramite la mia infanzia, penso che sia molto più entusiasmante vivere il proprio futuro non avendo certezza di dove sarò e che cosa potrà accadere fra 10-15 anni
Questo perché facendo l’imprenditrice e investendo qua in Brasile, potrò sempre continuare a viaggiare, e reinventarmi, e creare da me la mia vita e il mio futuro. 

Lavorando in un posto fisso in Italia vedevo già tutta la mia vita davanti a me, con le settimane di ferie annuali dove avrei magari potuto fare un viaggio... ma per il resto tutto il contorno era una riproduzione, anno dopo anno, di ciò che avevo già vissuto nella mia infanzia.

Certo, io e Thiago abbiamo messo la nostra base qua a Rio, abbiamo acquistato dei piccoli appartamenti che stiamo affittando, approfittando dell’ottimo cambio euro/real, che c’è al momento.
Però sappiamo che anche se Rio rimane la nostra base, avremo sempre le ali per continuare a volare.


Rio de Janeiro


In conclusione voglio dire a chiunque senta la voglia di partire:
fatelo.
Partite, non abbiate paura, vivete la vostra vita, perché è una sola e il mondo è così grande e a così tante culture diverse, che vi possono dare proprio quel qualcosa in più di cui dentro di voi avete bisogno... e di cui magari non siete nemmeno consapevoli.

Il mondo vi può far scoprire qualche ricetta della felicità...
però sappiate che dovete prepararvi a fare i conti con la nostalgia, con la solitudine e qualche volta con tanta voglia di tornare a casa e di sentirvi al sicuro, dove tutto vi è familiare.

Il prezzo da pagare per vivere una vita a 360 gradi.

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