SPORT.

  "Anche io ho qualcosa da dire!" - di Osvaldo Conte


Cosa significa la parola “sport”? Se potesse essere definito in una sola frase: come potrebbe essere definito? Lo sport ha effetti solo ed esclusivamente nell’ambito della prestazione sportiva  oppure produce anche altri effetti?

Sicuramente iniziare un discorso con delle domande non è il modo migliore, però può essere una maniera efficace per far calare voi lettori nel mio ambito lavorativo e di vita.

 Il mio nome è Osvaldo Conte, ho  26 anni e  pratico sport da quando ne avevo 5: atletica leggera, pallavolo, basket, tennis aikido e  infine la pallanuoto, lo sport che mi ha adottato.

Sono un giocatore di pallanuoto da ormai 14 anni, ho militato in varie categorie a partire dalla serie D fino alla serie B e ho giocato per varie squadre in Italia. La mia vita è segnata da questo sport che, non solo mi ha regalato molte gioie, ma mi ha permesso di vivere un’adolescenza piena di emozioni e viva di eventi.

La pallanuoto mi ha dato la possibilità di provare sulla mia pelle ciò che gli atleti, professionisti e non, fanno per potersi definire tali . Senza essere borioso, credo di aver provato tutto quello che, per grandi somme, un’atleta medio può provare. La vittoria e la sconfitta all’ultima giornata di campionato, con conseguente vittoria o sconfitta del campionato stesso. Ho provato la gioia e il dolore di allenarsi 9 volte la settimana. Ho provato cosa significa aiutare un compagno di squadra o amico in difficoltà durante un momento della partita o in allenamento. Ho capito cosa sia l’amicizia grazie alla mia squadra. Sono cresciuto con 16/17 ragazzi che assieme a me: sudavano, ridevano, si lamentavano, gioivano, soffrivano e viaggiavano. Insieme a me CRESCEVANO.


 Ho provato il dolore fisico dell’infortunio sulla mia pelle, anzi, sulle mie articolazioni. Ho provato la sensazione indescrivibile del ritorno dopo l’infortunio e la fatica per poter tornare…  Ho provato la gioia di giocare una partita di campionato importante di serie B con mio fratello, 4 anni più piccolo di me, un predestinato della pallanuoto; quella fu la sua prima presenza nella prima squadra in serie B con me.

Ovviamente tutti questi vissuti mi hanno portato a fare una scelta di studio e di vita. Dopo il diploma, ho scelto di studiare lo sport, in tutte le sue sfaccettature.

Mi sono laureato alla facoltà di “Scienze della attività motorie e sportive” dell’Università D’Annunzio di Chieti e Pescara nel 2019 e nel settembre dello stesso anno ho cominciato il percorso magistrale in “Attività motorie Preventive e Adattate”.

Col passare degli anni, lo sport è quindi diventato un modo vero e proprio di vivere che condiziona in tutto e per tutto il mio modo di vedere le cose.

Grazie al mio percorso di studi, ho scoperto anche un altro modo di vivere l’attività sportiva, ovvero nei panni dell’allenatore o educatore motorio. Ogni giorno quindi mi trovo a relazionarmi con persone diverse che, a loro modo, cercano di capire come la pratica sportiva possa diventare un vero e proprio stile di vita, ma non tutti capiscono a cosa noi educatori motori ci riferiamo.

Ho imparato a insegnare quanto sia importante fare attività fisica e in quanti ambiti essa sia influente. Vari studi hanno infatti certificato che lo sport allunga la vita grazie ai suoi molteplici effetti benefici sul nostro organismo. La costante attività fisica ha infatti molteplici effetti benefici su patologia cardiocircolatorie, su malattie metaboliche come il Diabete, sullo stress, sull’ipertensione. E’ infatti dimostrato che l’attività fisica riduca il rischio di ammalarsi del 30% .

Nel mio lavoro, l’obbiettivo è quello di educare in maniera adeguata e totale la persona allo sport e alla pratica sportiva. Talvolta, però, l’inserimento di persone “non preparate” e soprattutto   piene di arroganza, non fa altro che rovinare tutto ciò che cerchiamo di costruire. Questi purtroppo educano saltando tasselli fondamentali nella costruzione completa di un’atleta ed ovviamente le conseguenze sono: esecuzioni corrette con alto tassi di infortunio dovuto a un’errata preparazione, esecuzioni scorrette dei movimenti e quindi conseguenze sulla struttura fisica dell’atleta e infortuni, mancanza di solidità teorica e pratica e mancanze di conoscenze basilari. L’appello che tutti noi del settore facciamo a queste persone che pensano di poter insegnare lo sport e l’attività fisica è solo uno: COSCIENZA. Abbiate coscienza nel mettervi davanti ad adulti, bambini o anziani solo se realmente in possesso di competenze. Traumatizzare un ragazzino che pratica sport alle prime armi, creare in lui insicurezze o debolezze strutturali in seguito a pratiche motorie errate può compromettere per sempre la pratica dello sport e di tutto quello che esso rappresenta.

Io, però, non credo che per rispondere alle domande elencate all’inizio dell’articolo ci voglia obbligatoriamente una laurea. Non credo che solo una cerchia ristretta di persone possa fare questo lavoro. Non credo che ciò che dico sia corretto e quello che dicono gli altri non lo sia, tutt altro. Penso che una delle mie più grandi doti sia quella di riuscire ad assorbire tutto da tutto quello che mi circonda, permettendo di mettermi sempre in discussione e quindi migliorare. Questa mia “dote” mi ha portato a pensare a quali possano essere le risposte a queste domande, e sono poco tecniche, anzi quasi del tutto di cuore.


Ecco, alla domanda: cosa significa la parola sport? Io non riesco a dare una risposta univoca. Mi si sovrappongono nella mente frasi e momenti che mi stringono il cuore. Lo sport è tutto ragazzi. Lo sport è il tuo io interiore che ti permette di non arrenderti mai. Lo sport è il motivo per cui il mondo non si può fermare. Lo sport ti permette di imparare tutti i valori di cui la vita ha bisogno per essere vissuta al meglio. Lo sport insegna il rispetto, verso gli avversari, verso i tuoi compagni di squadra, verso te stesso. Lo sport forgia la volontà. La voglia di raggiungere un obbiettivo sapendo che dovranno essere affrontate mille avversità. Lo sport rafforza la dedizione. Lo sport abbatte le disuguaglianze create dalla società. Lo sport insegna a combattere le paure. Lo sport aiuta a crescere in maniera sana e corretta e più vai avanti, più lo vivi e lui più ti da. 

Le soddisfazioni che si vivono nello sport non sono quantificabili in denaro, le soddisfazioni dello sport non possono essere pesate o paragonate perché per ottenerle si è dovuti combattere contro se stessi, contro i propri limiti, contro le proprie insicurezze, fisiche e mentali, contro i propri pensieri che spesso sono proprio loro i limiti stessi.

Se  dovessi definire con una frase la parola SPORT, direi che: lo sport è la possibilità di ESSERE ciò che reputiamo impensabile o impossibile.

Quando una persona decide di avvicinarsi allo sport, incoraggiatela, perché probabilmente sta per prendere la miglior decisione della sua vita.

 

 


“Se lo sport ci ha insegnato qualcosa è che non importa quanto possiamo cadere in basso, non si è mai troppo in basso per tornare in vetta”

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