Una visione in RGB
"Anche io ho qualcosa da dire!" - di Sara Livolsi
Ciao a tutti, sono Sara.
A 20 anni cose da dire se ne hanno anche troppe, il metodo che preferisco per dirle però non è quello che utilizzerò oggi, le parole, ma uno che consiste in forme, colore, composizione e caratteri.
Ho sempre sentito la necessità di esprimermi, comunicare, far capire ciò che pensavo, inizialmente però non avevo ancora trovato il modo giusto, il mio modo.
Durante gli anni del Liceo Artistico che ho frequentato sono venuta a contatto con il vasto spettro di discipline che l’arte possiede, ho avuto modo di sperimentarne alcune, studiarne le personalità e mi sono resa conto di provare una sensazione di appartenenza come mai avevo sentito. Solo in seguito ad una decisione presa senza sapere le sue effettive conseguenze però, sono venuta a contatto con il mondo della Grafica, quella che sarebbe divenuta la mia passione.
Sono partita senza conoscere precisamente la posizione del tasto di accensione su di un computer e ignorando la figura di Toulouse-Lautrec, ad oggi sono convinta più che mai di aver trovato quel modo per esprimermi che tanto cercavo, fatto di mettersi in gioco, proporre, rendere personale ogni progetto. Ma che mi ha dato anche la spinta per basare i miei studi sul campo artistico e continuare tutt’ora su questa strada nonostante i pregiudizi che ancora persistono sulle carriere di questo tipo.
Spiegare che cosa sia il Graphic Design non è mai facile ma in sostanza “colori lettere ed immagini sono utilizzate per aiutare le persone a capire meglio le cose”, questa definizione di Dean Vipond penso sia molto immediata e semplice, caratteristiche fondamentali di un buon prodotto creato dalla figura che spero di divenire in futuro.
Mi ha attratta fin da subito la potenza posseduta dell’immagine e il grande ruolo della comunicazione visiva, gli studi effettuati sulla ricezione dell’occhio e della mente umana che reagisce a determinati stimoli in modo simile in ognuno di noi. La capacità dei mezzi del campo grafico di trasmettere un ben determinato messaggio, talvolta come un trucco magico senza renderlo subito evidente, facendo si che ci si soffermi e ci si stupisca di una trovata che ha saputo catturare la nostra attenzione, non facile da ottenere in una quotidianità sempre più veloce.
Giorno dopo giorno arricchisco sempre di più il mio bagaglio ed è impossibile smettere di imparare se ci si accorge che oggi più che mai siamo circondati da materiale grafico: dagli spot che scorrono in televisione alle etichette e agli imballaggi dei prodotti del supermercato, i cartelloni pubblicitari, le insegne dei negozi e tutto ciò che ovviamente si trova online è frutto dello studio e del lavoro di una grafico.
Studio e lavoro che spesso sono sottovalutati e sminuiti purtroppo, basandomi sulle esperienze per ora vissute; mi basta pensare alla domanda che mi viene fatta quando spiego cosa mi piacerebbe fare, “Sì ma, di lavoro vero che cosa vorresti fare?” come se questa disciplina venisse relegata a passatempo e svolgerla nel modo corretto fosse senza difficoltà; per dirlo con le parole di Bruno Munari
Quando qualcuno dice: “questo lo so fare anche io, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto.”
Allo stesso modo mi chiedo spesso chi sia l’autore di tale illustrazione vista in giro o sulla copertina di un giornale ed in rari casi riesco a trovare subito risposta, a colui o colei che si trova dietro non viene data la notorietà e possibilità di farsi conoscere che meriterebbe.
Proprio per avere avuto l’opportunità di farmi conoscere e avervi potuto parlare di ciò che mi piace fare mi sento di ringraziare le ragazze di Metoo, che lo hanno reso possibile.
A questo proposito vi invito nonostante la mia giovane età e forse la mia inesperienza a cercare sempre senza stancarvi ciò che sentite vostro e desiderate apprendere, informarvi, senza paura di non esserne in grado o sprecare tempo. Dedicatevi a ciò che vi fa stare bene e riesce a dare un senso alle vostre giornate; per me lo è immergermi nei colori di un quadro e osservare il senso delle pennellate, accarezzare il morbido del marmo o i tratti di una lastra incisa come strade che portano a terre inesplorate. Come nel processo creativo ma anche nella mia vita, la leggerezza, il pensiero profondo, l’apertura mentale sono fondamentali, mi piace osservare e avere cura dei dettagli, cercare l’equilibrio proprio come nei miei lavori grafici.
Ciò che creo entra nella vita delle persone che mi danno fiducia e vi è un processo di scambio continuo, spero attraverso le mie parole di essere entrata anche io un po' nella vostra.
Vi lascio con una frase di Marian Bantjes e qualche immagine di ciò di cui vi ho parlato; l’acronimo RGB nel titolo si riferisce al metodo della tricromia, combinazione dei colori rosso, verde e blu per formare i colori sullo schermo e di conseguenza per la creazione di immagini rivolte al web.
“Ho scoperto senza alcuna eccezione, che più tratto un progetto come qualcosa di mio, più quel progetto funziona”






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